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Il Sogno di Turiak
Inviato da: Kondar di Lunedì, 25 Novembre 2013 - 08:23
Voci dal Crepuscolo Grigia e silenziosa la notte che precede la partenza, il tempio non era stato mai cosi buio e silenzioso.
I fratelli oramai erano nelle loro stanze ed io mi accingevo a mettere da parte il poco equipaggiamento racimolato con le monete donate dal tempio. L'ultima notte nel tempio, pensavo, mentre mi adagiavo sul mio letto fatto di assi di legno ammorbidite dall'ormai vecchio materasso di paglia.
Chissà se mai troverò la mia strada pensavo, ed affidandomi alla protezione di "Mida la caritatevole" il sonno mi avvolse.....

Grigia e silenziosa la notte che precede la partenza, il tempio non era stato mai cosi buio e silenzioso.
I fratelli oramai erano nelle loro stanze ed io mi accingevo a mettere da parte il poco equipaggiamento racimolato con le monete donate dal tempio. L'ultima notte nel tempio, pensavo, mentre mi adagiavo sul mio letto fatto di assi di legno ammorbidite dall'ormai vecchio materasso di paglia.
Chissà se mai troverò la mia strada pensavo, ed affidandomi alla protezione di "Mida la caritatevole" il sonno mi avvolse.....

Vedo una luce .... una donna incappucciata.... mi chiama, Turiaak, Tuuuuriaaaak Vieniii....Vieniiii…
La sua voce è come un canto che infonde sicurezza ed equilibrio nell'animo, la seguo ma non riesco a distinguere le fattezze del suo viso, anche se somiglia stranamente ai dipinti sulle pareti del tempio…
D'un tratto ancora un bagliore, una luce accecante, non riesco a vedere devo chiudere gli occhi inizio a strofinarli e mentre il bagliore si affievolisce inizio a scorgere delle grandi costruzioni, la vista torna normale mi trovo di fronte delle grandi Torri, riesco a contarne 8 cerco la donna incappucciata ma non riesco a vederla.

Ci sono tante persone, non mi trovo nei pressi del mio tempio questo è un posto che non ho mai visto, vedo persone di tutti i tipi e razze cerco ancora la donna, mi sembra di vederla in lontananza, cerco di raggiungerla ma c'e troppa gente per la strada.
Urlo "MIA SIGNORA....SIGNORAAAA" sembra non sentirmi ed ottengo il solo risultato di attirare l'attenzione della gente che mi guarda, continuo a correre ed a farmi strada, le forze iniziano ad abbandonarmi, ma ci sono quasi non posso mollare, eccola la ho raggiunta eccolaaaa allungo la mano riesco a toccare il suo mantello che gli scivola dalle spalle ...ma, ma... lei come un'illusione sparisce in una nuvola di sabbia dorata spazzata dal vento.
Mi guardo intorno non riesco a vederla il cuore mi batte ed il mio squardo cade sulla mia mano, non mi sono neanche reso conto ho il mantello della signora nella mano, è cosi leggero cerco di sistemarlo e noto un simbolo, sembra fatto da fili d'oro vedo un'animale strano, sembra uno di quelli di cui si racconta nei libri dei marinai ..certo!!, esclamo tra me e me, un tricheco ma questo ha qualche cosa di diverso, lo osservo con attenzione ma le mani iniziano a bruciarmi.
“AHHHH” è il mantello che inizia a prendere fuoco o meglio i fili d'oro del simbolo sembrano prendere vita vedo gli occhi del tricheco animarsi... non riesco piu' a tenerlo in mano mi cade a terra bruciaaa.
Una fiamma avvolge il mantello, vedo il tricheco uscire dal simbolo ed animarsi.... non ho più forze la corsa di prima mi ha letteralmente prosciugato... mi accascio a terra e con gli occhi semichiusi noto il tricheco spiegare un paio d'ali d'aquila ....ecco cosa aveva di strano, pensavo ormai allo stremo delle forze.
Prego ancora la dea di darmi la forza e darmi la guida ma sono troppo stanco il tricheco sembra non avere cattive intenzioni, ma la sua presenza continua a sfinirmi non resisto ...

Un rigolo di sudore sulla mia fronte, il canto del gallo mi fanno capire che tutto è stato un sogno, ma era cosi reale cosi vero....cerco di non pensarci, mi alzo prendo lo zaino e noto che il mio simbolo sacro della dea ha lasciato dei segni di bruciatura sul mio mantello, che sia una premonizione? penso, incamminandomi verso l'uscita.
Dopo aver salutato i fratelli che mi hanno accolto e accudito sino a quel giorno, mi dirigo verso Port Lucinius a sud dei territori di Thyatis in cerca di un segno una via che mi porti alla ricerca della conoscenza…
Dopo giorni passati in viaggio tra il passaggio di un contadino e di un allevatore di capre finalmente arrivo a Port Lucinius, una piccola cittadina mercantile, tappa di tutti i mercanti che si vogliono dirigere a nord. Il viaggio mi ha sfiancato e decido di chiedere appoggio ad un piccolo tempio per qualche giono solo il tempo di mettermi in sesto e lavarmi di dosso l'odore di capra dell'ultimo viaggio.
Il sacerdote del tempio mi accompagna in una piccola stanzetta usata come ripostiglio dicendo che l'unico posto disponibile era quello. Per ripagare del vitto ed alloggio mi offro di assisterlo nelle cure e nelle cerimonie.
Le notti a Port Lucinius non sono mai quiete. Il tricheco del sogno, lo vedo ogni notte, lo vedo volare tra le torri.... piu' di una volta il sacerdote che oramai ho imparato a chiamare Fratello Artur, svegliato dalle mie urla corre in mio soccorso....

Oramai è passata più di una settimana dal mio arrivo, quando un pomeriggio un marinaio entrò nel tempio urlando in cerca del sacerdote, “Fratello Artur non è nel tempio al momento, stà facendo il suo solito giro di cure” risposi.
Aiuto, abbiamo bisogno d’aiuto replico il marinaio, il cappellano della nave stà morendo... d'istinto presi com me giusto l'occorrente e gli dissi “andiamo”.
Ci dirigemmo di corsa al molo, dove con stupore ed orrore allo stesso tempo notai un barca mercantile attraccata, sul ponte sventolava la bandiera con un tricheco alato e questo era stato intagliato anche sulla chiglia della nave…
Presto! Gridò il marinaio, presto.... non era il tempo di sognare o esitare mi feci forza e salì a bordo.

In una delle stanze dell'equipaggio c'era un vecchio sacerdote. Una tunica bianca di pregievole fattura, lo avvolgeva, il viso avvolto dalle rughe del tempo non faceva presagire niente di buono. La fronte gli scottava e forti colpi di tosse gli facevano sobbalzare il petto, decisi di mettere in pratica gli insegnamenti di primo soccorso ricevuti al tempio e consolidati qui a Port Lucinius grazie a Fratello Artur. Accostai la mano sul suo corpo ed iniziai ad invocare l’aiuto della dea bisbigliando una preghiera curatrice.
Bene, dissi tra me e me, il sacerdote sembrava stabilizzarsi ma la febbre e la tosse non accennavano a diminuire, “dobbiamo portarlo al tempio da Fratello Artur” dissi e subito quattro marinai organizzarono una barella fatta con due assi di legno ed una rete da pesca, lo sollevarono di peso dal letto adagiandolo sopra la rete e li accompagnai al tempio.
Spiegai subito a Fratello Artur la situazione, mi disse che aveva già visto quel tipo di malattia, e chiese di poter parlare con il capitano della nave.

Fratello Artur spiegò che il sacerdote era oramai anziano e che per curare la malattia avrebbe avuto bisogno di settimane di riposo e cure, il capitano rispose che non potevano aspettare il rimettersi del loro cappellano, e che sarebbero partiti senza di lui poichè avevano delle consegne urgenti da effettuare a Tun Galastanen.
Non so perché, forse l'immagine del tricheco volante era un segno, d'istinto mi alzai e dissi: “potrei sostituirlo io, sostituisco io il cappellano sino al Tun poi nel viaggio di ritorno potete passare ancora qui a Port Lucinius e imbarcare di nuovo il vostro sacerdote”.
“So che nelle mani di Fratello Artur si rimetterà presto” - “Benvenuto a bordo, che gli dei ti assistano nel nostro viaggio, non è mai di buon auspicio partire senza un sacerdote” rispose il capitano, “racimola le tue cose perchè domattina all'alba si salpa per il Tun”.
Intimorito ed eccitato allo stesso tempo ringraziai il capitano e mi diressi verso Fratello Artur che alzandosi in piedi, a braccia aperte mi strinse e ringraziandomi per l'assistenza prestata mi disse: “Segui la tua Strada figliolo, spero tu riesca a sconfiggere i tuoi incubi e a trovare la tua strada”.

E cosi mi trovai imbarcato sul “Tricheco Volante”, una volta salpati non si verificarono più incubi o sogni del tricheco, prestavo la mia assistenza ai marinai e guarivo chi rimaneva ferito.
Il mare, il vento, le tempeste, non era facile la vita del marinaio, ma mettevo tutto me stesso al servizio di questi mercanti che si sobbarcavano del peso di tenere alti i rapporti commerciali con le terre lontane.

Tutto proseguiva nel migliore dei modi ma mentre ci avvicinavamo al Tun i sogni ripresero...
...vedo una città arroccata sulla montagna, torri e mura, tutto di pregevole fattura nanica. Eccolo... il tricheco ora vola con le ali spiegate al vento tra le torri la gente non sembra far caso a lui o meglio sembra non vederlo.
Più ci avvicinavamo al Tun piu' il sogno si faceva forte e ricorrente... Gli ultimi giorni di navigazione furono veramente duri, i sogni non mi lasciavano riposare la notte, ed il giorno dovevo assolvere i miei compiti a bordo.
Finalmente dopo settimane di navigazione si potevano scogere all’orizzonte le alte torri di Tun Galastanen, il sogno mi aveva portato in questa direzione, il mio viaggio era cominciato. Parlai con il capitano e riferì che sarei sbarcato, lo ringraziai per il viaggio e mi disse che se ci saremmo rivisti sarei stato il benvenuto sul Tricheco Volante.

Un nuovo bivio della mia vita era passato, il tricheco mi aveva condotto qui e sono sicuro che qui potrò trovare la nuova via indicatami nel sogno dalla dea.
Nota: Voce scritta da Turiak
premio 100px + il 3% dei sui attuali PX


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