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Vi racconto una favola oscura della buona notte, volete?
Inviato da: mario di Mercoledì, 15 Gennaio 2014 - 02:17
Voci dai Dungeons Luna chiamò a se i bambini che scorrazzavano per la casa e li invitò a sedersi tutti in cerchio a terra “Siete pronti bimbi ad ascoltare un racconto terrificante?” chiese sfoggiando un sorriso stupendo che avrebbe sciolto il cuore di molti uomini “Bene, bene tesori miei…fuori è buio ormai, noi siamo al lume di candele…è perfetto si, si…questa è l’ora degli Spiriti e dei Folletti…” e battendo le mani rimase in silenzio…dopo pochi secondi riprese a parlare ma il tono ora era diverso, era come se recitasse e l’atmosfera fu subito diversa …sembrava di essere in un mondo oscuro e fantastico “A me le orecchie e ascoltate…ascoltate la storia maledetta di Lucrezia..uuuuuhhuuuuu….” la fanciulla Oscura sapeva come tenere la tensione giusta…
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La notte era giunta improvvisa e la carovana in lenta marcia ne era stata inghiottita…e tutti sapevano che era pericoloso rimanere in viaggio di notte in quelle terre maledette, vi erano molte voci che narravano di fatti inquietanti e di persone che scomparivano misteriosamente!
Lucrezia era rannicchiata sul fondo del carro mentre i suoi tre fratelli governavano il carro e bevevano, cantavano e si ubriacavano, e come sempre quando si ubriacavano se la prendevano con la povera Lucrezia. In quei casi i fratelli cominciavano a deriderla e a canzonarla, a ricordargli che era colpa sua che non aveva ancora trovato marito e che era brutta come una rapa, grassa come una damigiana e ancora, ancora…e giù risate su risate…

La povera Lucrezia piangeva e si disperava, aveva tanto amore da dare ma il suo aspetto fermava tutti gli uomini…era vero di fatto…era proprio bruttina…ma se solo avesse avuto una possibilità! Lei sapeva di valere…ma non riusciva a farlo vedere…era questo il problema, tutti si fermavano solo all’apparenza, invece è quello che si ha dentro a essere importante, no?

Il carro procedeva e solo quando la nebbia ebbe coperto tutto che i fratelli se ne accorsero. Non potevano andare ne avanti ne indietro, non si vedeva nulla!
“Come faremo?” disse il primo “Dove andremo?” chiese il secondo “Chi va a controllare?” disse il terzo e poi, tutti insieme “LUCREZIAAAAA, vai avanti e dicci cosa vedi!” ordinarono e la povera ragazza fu costretta ad andare, sebbene impaurita, prendendo anche un bello spintone che quasi la fece cadere in malo modo.

La fanciulla si fece coraggio e cominciò a incamminarsi ma dopo qualche passo arrivò a un bivio, la nebbia era diradata ora in quella zona e subito lei chiamò i fratelli che seguendo la sua voce la raggiunsero facilmente.

Ora toccava decidere da che parte andare “Voltiamo di là…” disse il più grande e imboccarono la nuova strada che proseguiva e si infilava nuovamente nella nebbia più fitta, tagliandola come un coltello nel burro caldo.
Camminarono per intere clessidre e arrivarono infine a una radura dove la nebbia si era aperta tutta attorno. La notte era fonda ormai quindi decisero di dormire…ovviamente Lucrezia doveva fare la guardia mentre gli altri riposavano e smaltivano la sbornia.
Quando tutti ormai russavano alla grande e anche la fanciulla stava per cedere al sonno, si sentì un rumore di rami rotti, poi di cose che strisciavano al suolo…
Spaventata a ragazza svegliò i fratelli e con loro, dopo essere stata schiaffeggiata per averli svegliati, si misero in ascolto essendo ormai il rumore molto vicino. Un rumore tetro e strisciante.
“Cosa sarà?” chiesero tutti, “Cosa ci accadrà?” chiesero nuovamente e poi successe!
Un urlo agghiacciante si levò dal buio e una piccola figura balzò addosso a Lucrezia che urlò spaventata….anzi, tutti urlarono spaventati e pure la piccola figura abbracciata a Lucrezia. Era un bambino in lacrime!
Il bombo gridava “Aiutami, mi inseguono e ho tanta tanta tanta paura” e nascose il volto tra le pieghe del vestito di lei.
Capirono presto da cosa scappasse il bambino, centinaia di serpenti pelosi come certi vermi e gonfi come sanguisughe strisciavano scure a terra e puntavano verso il gruppo!
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Luna fece un attimo di pausa e prendendo dalla mantella dei zeppi di legno, fece una veloce preghiera e questi si tramutarono in serpenti avvinghiandosi subito sul corpo della sacerdotessa che al buio della stanza mimò abilmente la scena, facendo gridare di spavento i bambini seduti a terra e facendoli sobbalzare.
Riprese senza dare respiro il racconto…
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I tre fratelli non ci pensarono due volte e girati i tacchi e cominciarono a correre verso il carro!
Solo Lucrezia si fece forza, e con il cuore gonfio di coraggio e istinto materno verso il bimbo, prese un grosso bastone nodoso e cominciò a colpire e a gridar contro i serpenti, sempre con il bimbo stretto al grembo. Fu un miracolo o fu per magia, ma ogni serpente colpito svaniva divenendo uno zeppo di legno… forse vi era una speranza di sopravvivere?
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Luna mimò il colpire i serpenti che gli strisciavano a lei addosso, usando il manico della propria frusta e questi ridiventavano veramente dei zeppi di legno rotolando a terra inermi…
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Lo scontro fu terribile, schivare, colpire, gridare! Ma alla fine i serpenti scapparono spaventati da tanta furia disperata disperdendosi nella nebbia.
“Grazie mia signora” piagnucolò riconoscente il povero bimbo “Senza di te…sarei morto…tienimi con te, ti prego, ti pregooooooo”
Lucrezia si sentì gonfiare il petto di orgoglio. Aveva salvato un bambino, da sola! lei che era stata sempre trattata male per il suo aspetto, ora aveva la riconoscenza infinita di un essere vivente. Si sentì pervadere da coraggio e amore infinito.
La ragazza prese il bimbo senza neanche rifletterci e lo portò con se dove era la carovana con i fratelli. Con orrore giunse a tempo per vedere uno dei tre fratelli a terra morto, morso a morte dai serpenti e mezzo mangiato vivo…e che lentamente veniva trascinato nella nebbia da quelle oscure creature striscianti, scomparendo per sempre…
I due fratelli rimasti in vita erano impietriti e immobili e fu Lucrezia a trascinare tutti sul carro e prendendo le redini partirono di gran carriera.
La nebbia li inghiotti nuovamente, ma questa volta era più pesante e opprimente, il bambino sempre a cingere stretta la vita della donna.
Comparve un nuovo bivio e si prese a caso la strada di sinistra. Fecero poca strada che subito dei lupi Infernali comparvero dal nulla e cominciarono ad inseguirli. Erano i mostri grossi il doppio di un lupo normale, con grandi occhi gialli lucenti e una bocca spropositatamente grande e piena di più fila di denti. La donna governava come poteva il carro e cercava di calpestarli con le ruote se possibile, ma quelle bestie erano troppe e la corsa sfrenata cominciava a far sobbalzare in modo pericoloso il carro.
Uno dei due fratelli impazzi di paura all’improvviso e saltò addosso a Lucreazia con l’intenzione di scaraventarla per strada e prendere le redini “Sacrificati per i tuoi fratelli, maledettaaaa!!!!” gridava schiumando rabbia e pazzia.

La giovane era pietrificata dal comportamento del fratello e già si vedeva morta, ma quando vide che il bambino fino ad allora abbracciato a lei saltò coraggiosamente alla gamba del pazzo gridando e colpendo “Non farai del male a Lucreazia!!” ma fu scaraventato sul fondo del carro con una manata. A quella vita la donna non ci vide più dalla rabbia “Non fare del male al bambino!” e così gridando diede un pugno sul volto del fratello…e c’è da dire che tra le cose del quale la donna si vergognava, vi erano le mani callose e sproposita mene grosse e forti come quelle di un fabbro! Sta di fatto che il fratello volò fuori dal carro come un fantoccio finendo in bocca hai lupi mentre i suoi occhi si riempivano di stupore e terrore. Ci fu un combattimento furiosi e alla fine i lupi trascinarono nelle nebbia il fratello che ancora gridava agonizzante…
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“Bene bambini, si è fatto tardi e credo che sia giunto il momento per voi…” cominciò a dire Luna interrompendo il racconto, lanciando occhiate alla luna ormai alta e visibile dalla finestra, ma dopo un attimo di pausa ad effetto disse“…sia giunto il momento dello spuntino di mezza notte” e ridacchiando malefica pregò la sua dea a voce bassa e subito, un bel banchetto per dieci persone comparve dal nulla “Mangiate che è buonissimo e poi riprendiamo il racconto”. Quando lo spuntino fu terminato, Luna riprese da dove si era fermata con il racconto.
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Il carro correva cieco nella nebbia portandosi dietro una spaventata ma risoluta Lucreazia, un bambino avvinghiato perennemente a lei e con il viso perso nelle pieghe del suo vestito e l’unico fratello rimasto in vita, ora rannicchiato nell’angolo più buio del carro, assorto in un folle e inquietante silenzio.
Sembravano passare clessidre e clessidre mentre dalle nebbie arrivavano i peggiori suoni che si potessero sentire…uuuuuuu….ululati e ssssssssssssssssssssss, sibili spaventosi…e GNAK GNAK di mandibole che scattavano…ma infine, all’improvviso la nebbia si diradò mostrando un sentiero dinanzi a loro che passava lungo un piccolo boschetto formato da deformi alberi che si schiudevano a tunnel e oltre al tenebroso tunnel di rami un cancello dal quale si intravedeva la luce del giorno…era l’uscita!!

“Siamo quasi salvi tesoro mio” disse Lucrezia cercando di fare coraggio al bambino e a lei stessa, cingendolo con foga e dando di redini fece scattare i cavalli a velocità pazzesca tanto che quando arrivarono al tunnel si ritrovarono all’improvviso nel buoi più totale senza accorgersene.
Si era come ciechi e in poco tempo qualche cosa di pesante si schiantò contro il carro che sterzò bruscamente mentre altri rumori improvvisi si sentivano tutto attorno.
Il carro era fermo e inutilizzabile ormai.
Nell’oscurità più totale, all’imporvviso mille lucine cominciarono a scintillare nell’oscurità e poco a poco si cominciò a intravedere appena appena qualche cosa e…ORRORE DEGLI ORRORI, le mille lucine erano occhi scintillanti e malefici di piccolissime creature simile a ragni, dico simili perché avevano almeno venti zampe e due bocche!!!
Ma la donna non si fece perdere di animo e preso una torcia, l’accese alzandola in alto, pronta a dar fuoco a tutto e tutti, persino agli alberi se fosse servito.
Fu come un miracolo, la luce della torca spaventò i mostriciattoli che si allontanarono immediatamente mettendosi a debita distanza, ma sempre circondando il povero trio intenti a non farli passare facilmente.
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Luna all’improvviso tirò fuori dalla sacca una delle sue pietre luminose, e stringendola nella mano la fece brillare sopra di se, una luce tetra che fece effetto nella stanza buia e che fece trasalire tutti…
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Successe tutto all’improvviso! Una botta alla testa e Lucrezia era a terra mentre dalla mano veniva strappata via la fiaccola vitale. Era il fratello che vedendo una via di fuga, si era impadronito del fortunato fuoco per salvarsi la vita “Maledetti mostri…via, via…mangiatevi quei due se volete…via” e cominciò a correre agitando come una spada la fonte di luce…ma fece pochi passi che qualche cosa di grosso gli piombò addosso dall’alto.
Si vide appena ma il rumore di carne lacerata e ossa spezzate era chiaro. La fiaccola era rotolata a terra. Dopo attimi eterni di silenzio qualche cosa di pesante si avvicinò al fuoco, ridendo “Io non ho paura della luce come i miei bimbi” e si rivelò un essere mostruoso con 20 braccia e due bocche sulla testa pelosa e da insetto, altro non si distingueva per fortuna essendo quell’essere dal manto nero come la morte, ma era meglio così perché la mente avrebbe potuto vacillare del tutto nel vedere a pieno quella creatura da incubo.
“Donna! Diamo la caccia a quel bambino da tempo, amiamo la carne di bambino noi. Dacci il bambino e tu sarai libera. Non darcelo significa una morte orribile” disse tra suoni gutturali, disgustosi e poco comprensibili, poi lanciò ai piedi della donna la testa del fratello insanguinata.

Lucrezia si sentì mancare, cominciarono a tremargli le ginocchia e si sentì svenire, ma resistette senza sapere neanche lei come “NO” strinse più che poté il bimbo al petto “Mangia me e lascia lui!” propose con ostinazione e poi rivolse al bimbo una occhiata carica di amore.

La creatura rimaneva in silenzio “Dacci il bambino…e vattene finché puoi, o sarai nostro cibo!” ringhiò.

La donna non sapeva come fare ma l’intuito gli disse che vi era qualche cosa che non andava…perché non avevano ancora preso il bimbo con la forza? Perché perdevano tempo minacciandola? Godevano nel vederla impaurita o…magari avevano paura di lei? Possibile?
“Non avrai il bimbo. Prendi me e non lui” insistette ora con più convinzione avvicinandosi di un passo verso il mostro.

La creatura rimase ferma e immobile per un secondo e poi indietreggiò appena…aveva paura! Poi sembrò scuotersi e aprendo le malefiche bocche lanciò un fiotto di fuoco verso la donna che la investì in pieno, ma lei invece di provare a scansarlo pensò solo a fare scudo al bambino con il proprio corpo.
Il dolore fu terribile e immediato mentre le fiamme cominciavano a mangiare la sua carne…
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In quel momento Luna prese con cautela una candela li vicino e dopo aver pronunciato una silenziosa preghiera, cominciò a passare sopra la fiamma prima la mano pallida e poi su per tutto il braccio nudo, avanti e indietro con fare ipnotico …ma senza bruciarsi tra lo stupore di tutti.
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“PRENDI MEEEEEEEEEEEEEEEeeeeeeeeeeeeeeee” gridò Lucrezia con tutto il suo cuore e immediatamente il dolore terminò fu sostituito da un fresco rigenerante sulla carne martoriata, come se acqua di fresco ruscello la rigenerasse tutta…
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Luna fece velocemente una nuova preghiera a voce appena percepibile e dell’acqua si creò immediatamente sospesa sulla pelle della Nera fanciulla, bagnandole il braccio e scivolando a spengere il fuoco della candela, con plateale effetto di scena.
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…e subito dopo un calore appagante cominciò a sprigionarsi dal suo cuore e divampare ovunque nel suo corpo, un calore che infondeva coraggio e schiariva l’oscurità stessa…in pochi attimi il buio era scomparso, il mostro e i figli scomparsi, il tunnel scomparso…solo la luna in cielo e che li rischiarava era l’unica cosa presente.
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E nel preciso momento nel quale Luna raccontava del potere del Cuore di Lucrezia, lanciò una potente e benefica magia di Benedizione su tutti gli occupanti della stanza che diede vigore ed energia a tutti, come se fossero stati presenti con Lucrezia nel racconto e condividessero il suo potere.
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“Siamo salvi!!” gridò lei felice baciano e abbracciando il bambino che pure piangeva di gioia “Ora…basta uscire dal cancello li giù…non ci sono più pericoli!” disse puntando verso il cancello che era nuovamente comparso dal nulla, l’uscita!
Stava per muoversi a passo spedito quando la mano del bimbo stretta nella sua la trattene fermandola! “Cosa succede piccolo mio?” domandò lei non capendo le ragioni del fanciullo…ma questo era serio e a testa china…
“Dimmi…non aver timore…cosa ti angoscia?” incalzò lei preoccupata.
“Non…andartene…mi hai salvato…sei stata l’unica…e io sono tanto solo…” rispose in modo criptico il bimbo con tono triste e una lacrima che gli scivolava lungo la guancia.
Una sorta di gelo percorse la schiena di Lucrezia “Non capisco cosa dici…noi dobbiamo scappare…eri solo…non capisco…” balbettava ma ormai cominciava a comprendere e quando il bimbo parlò nuovamente, il sorriso di salvezza era scomparso dal volto della giovane.
“Questo posto…questo mondo, mi appartiene” cominciò a spiegare lentamente il bimbo “Io posso vivere solo in questo mondo grigio e maledetto. In questo luogo io sono il signore e padrone…ma sono sempre solo e chi viene nel mio mondo non vuole rimanere a giocare …e non mi ama…tu mi ami invece, mi hai salvato, hai trovato te stessa in questo luogo e…sei diversa da tutti quelli incontrai e…sei così bella…rimani con me!” il tono era tra il supplichevole e lo speranzoso “Giocheremo in eterno e magari, troveremo anche un papà per me…saremo una famiglia felice e avremo mille avventure” e mentre parlava, in lontananza comparve per magia un castello bellissimo e splendente nell’oscurità notturna“L’unica cosa che non posso fare è far sparire la notte…è una notte eterna questa, ma posso creare un mondo dove noi saremo i protagonisti!” e arrossì vistosamente.
Lucrezia non sapeva che dire ma la paura era scomparsa e ora sorrideva con affetto “Hai detto che…sono bella?” non poteva crederci, il bambino vedeva il suo cuore probabilmente “E…potrei avere un…marito e giocare in eterno? Essere io una principessa o una guerriera impavida?” dal tono si capiva che era commossa ma anche speranzosa, come se un sogno si stesse avverando, gli occhi gli brillavano per la gioia.

“Si” rispose sorridendo il bimbo “Passano spesso delle carovane in questa zone e troveremo molte persone per giocare e tu potrai scegliere chi ti pare… intrecceremo le storie insieme” poi, quasi dispiaciuto aggiunse “Mi dispiace per i tuoi fratelli, se rimani li farò tornare in vita e li lascerò andare” disse a voce bassa.

“Mio caro bambino, mio unico bambino. Tu non hai colpe e i mei fratelli sono morti per la loro crudeltà” disse con dolcezza “E poi, se sono morti vuol dire che faceva parte del gioco, no? Lasciamo tutto com’è, vuoi? Al massimo, ogni tanto potremmo usarli per interpretare i cattivi” e regalo un bellissimo sorriso al bimbino che ricambiò subito.

Mano nella mano, sorridenti e felici scomparvero nella nebbia del mondo di Altroquando. mentre una Luna brillante osservava impassibile nel cielo…
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Un attimo di silenzio, poi la voce calda e suadente di Luna si fece sentire allegra“Piaciuta bimbi?” e sorrise raggiante “Mai giudicare dall’aspetto…ricordatevelo” ridacchiò…

“Ora è il turno vostro di raccontare” invitò allegramente i bimbi…

Voce scritta da Fabiano/Luna premio 100PX + il 3% dei suoi attuali PX

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