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Voci dai Dungeon - Monte Latrios - 23/03 - Battesimo di sangue

Voci dai Dungeons

3850 Letture

Si narra che un gruppo di avventurieri male assortito parti' dalla
Soglia per una semplice missione.
Uomini ed Elfi, che parlavano tra loro e si prendevano in giro da soli.
"Andiamo a cogliere i fiori!" dicevano con ironia incamminnandosi sul
sentiero.
Niceforo gli aveva promesso una ricompensa, se avessero gli portato dei
cespugli fioriti di Primula Bianca dall'altopiano sotto il monte Athos.
Ma già nel sentiero a Nord ovest della Soglia fecero sfoggio del loro
valore.....

Nota: Voce scritta da Gabriele/Berthor premiato con 100 PX + il 3% dei PX
posseduti


La rabbia di Shark

Voci dalle Nuove Terre

4750 Letture

Un anno terribile era stato per gli umani inviati dall’Arciduca Tiryon di Gwanben a colonizzare il nuovo continente. In particolare per la Contea di Shark che aveva dovuto subire una serie tragica di eventi negativi dove, la morte di Arthur Conan Doyle sembrava davvero essere l’evento più leggero.


I Draghi stanno tornando...

Voci dalle Nuove Terre

4516 Letture

Nòm Elaith era affacciato alla finestra ad arco a sesto acuto della Torre-Solarium, la più alta torre del gondolin.
Il suo sguardo era rivolto all'ampio parco degli Dei che si stendeva arioso nell'area orientale della fortezza. L'albero vita, dal colore bianco latte, aveva rami giovani e forti. La maturità dell'albero scandiva gli anni di governo della casata Dondarrion.
Le mani intrecciate dietro la schiena si muovevano nervosamente mentre il suo sguardo si spostava verso il cielo e alla scia di fuoco che lo tagliava come una falce, ferendolo nel sangue.


Le Terre Tormentate di Wegs!!

Voci dalle Nuove Terre

5865 Letture

L’Inverno dell’anno 1007 portava con se l’ultima battaglia nella Baronia tormentata. Alla guida degli eserciti che portavano le insegne di Wegs c’era Lisandro che indossava una armatura di argento, mentre i banditi si nascondevano all’interno delle strutture difensive del territorio.
Lisandro aveva curato ogni minimo particolare, i soldati in prima linea divisi in piccole squadre mentre la potenza degli arcieri doveva coprire la loro avanzata. Però c’era qualcosa che lo preoccupava…per la terza stagione di seguito doveva affrontare questi ribelli che avevano preso possesso delle terre…ma era difficile che dei ribelli, dei semplici contadini, fossero capaci di distruggere due eserciti senza subire grandi perdite, era impossibile che uomini senza esperienza ed addestramento militare fossero capaci di combattere con tale audacia e abilità.

Nota: Continua...clicca su Leggi Tutto.


La battaglia degli Alberi

Voci dalle Nuove Terre

4518 Letture

La distesa d'erba era gremita dal vento del nord. L'inverno era arrivato e i crinali della collina risplendevano argentei alla luce del sole. Uno strato sottile di ghiaccio copriva ogni superficie rendendo la piana uno specchio lucente.
Decine di fuochi erano accesi tra le file di innumerevoli di tende. Davanti ogni tenda si ergevano come insegne gli scudi dei cavalieri. I vessilli garrivano al vento, affrontando le raffiche con la stessa forza e coraggio degli elfi. E su ciascuno di loro si ergeva ad embelma i simboli delle casate: lo stemma del sole-fuoco e dell'albero della vita su campo ambra della casata Dondarrion, l'albero verde e la stella rossa in campo giallo della Casata Feadiel ed infine l'albero rosso e le tre stelle della casata Otwar.

Continua....


Auguri di Buon Natale

Annunci A.C. GDRfantasy

2965 Letture

La Associazione Culturale GDRfantasy augura a tutti gli utenti, i giocatori, i soci e alla community di Dndonline un Buon Natale 2006.


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Autunno 1007: Civilizzazione - fieri di essere civilizzati!!


1135 Letture

L'uomo guardò suo figlio che trasportava il grano appena raccolto nel carro.lo guardò mentre i muscoli del figlio si gonfiavano dallo sforzo disumano per compiere il suo dovere. I suoi occhi si spostarono all'immenso campo di grano.era suo e del suo Barone. Ogni giorno si svegliava all'alba e mentre il sole si doveva ancora alzare e illuminare il mondo intero, lui era già in campo a lavorare, questo campo era suo e del suo Barone. L'uomo era un semplice contadino e capiva poco di politica e di quello che succedeva nei palazzi ricchi di oro e di potere.lui capiva poche cose e per lui bastavano quelle. Svegliarsi la mattina e lavorare duro, per il suo benessere e per quello del suo Barone! Nella sua memoria erano ancora presenti i vecchi tempi, quando non c'erano questi Uomini potenti che decidevano le sorti del suo mondo, quando il suo raccolto fosse distrutto dai banditi e dagli umanoidi, quando non c'erano Uomini Potenti a proteggere lui, i suoi campi, la sua famiglia. Ed era grato agli Dei che questi Uomini erano ora qui, era grato che questi Uomini erano qui a proteggerlo spendendo oro e rischiando la loro vita per le loro terre e per le popolazioni, per tutti i contadini come lui.

Continua.....


Autunno 1007 - Risse tra i lord...

Voci dalle Nuove Terre

2411 Letture

I mercanti del Nord portano con se non solo merci ma anche notizie del
regno degli uomini.
Il popolo mormora, i nobili spettegolano, gli infedeli cospirano e le voci
veritiere o meno giungono sino alle lunghe orecchie degli elfi.
Si sussurra che i Lord siano in lotta per il potere, le leggi vessatorie che
hanno imposto negli scorsi anni gli si attorcigliano attorno al collo come
serpenti velenosi.
Le alleanze fraterne stipulate con il sangue e con le discendenze sono
fragili quanto la fraternità di Caino e Abele (antichi personaggi di un
mondo oramai scomparso).
Possedimenti vasti a perdita d'occhio, terre ricche di frumento e frutta e
argento, genti che mondano il grano, umini d'arme serrati nei ranghi, nobili
signori asserragliati nei castelli, sono merce contesa, non ricche risorse e
abili genti, ma prodotti di scambio per l'avidità dell'uomo e della sua
progenie.
Parole sibilano nell'aria come stilettate, e stiletti sibilano nell'oscurità
a cogliere i Lord nel loro sonno.
Vino offerto per brindare cela mortali segreti, e sorrisi amichevoli
nascondono pensieri di vendetta.
Il popolo è scaramantico e parla degli orchi: esseri crudeli e spietati che
distruggono ed uccidono. E' la maledizione degli Dei, dicono alcuni.
Giungono a punirci, esclamano altri...
Gli elfi ascoltano le parole dei mercanti, rabbrividiscono per ciò che
odono, impietriscono di fronte all'orrore. E nel silenzio pacifico delle
loro dimore, tra le spesse mura dei gondolìn, pensano: "Che gli Dei ci
benedicano...non siamo come loro...noi siamo elfi..."


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Ritorno alle Armi

Voci dal Crepuscolo

1381 Letture

Un gruppo di avventurieri dal volto noto ha fatto ritorno alla Taverna del Fornaio.
E subito le vie del paese sono state animate dal suono delle amri.
Dei passanti raccontano di uno scontro "amichevole", svoltosi all'ora di pranzo, alcuni di una gara, forse un regolamento di conti. Il buon fornaio giura sia stata una dura selezione per una missione della massima importanza.

La cittadina di Lierthousei intanto affronta il lutto di Sir Hegrast Von Halmer e degli altri possidenti terrieri trucidati con lui nella sua villa. Le autorità stanno indagando per scoprire i responsabili di una tale strage mentre alcuni degli eredi delle vittime già hanno fatto visita al notaio della città.

Ilsen si è ancora intrattenuto con gli avventori della taverna e probabilmente ha organizzato una nuova spedizione alla ricerca del ben noto mago Halav... le male lingue sentono nell'aria vento di morte!


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Un nuovo orizzonte...

Voci dalle Nuove Terre

2332 Letture

Il giovane elfo osservava la distesa erbosa sotto la sua finestra. La fortezza del clan dei Calìen era stata costruita in armonia con l'ambiente circostante, come da tradizione elfica. Lungo le mura scendevano i rami delle piante rampicanti a coprire l'intera facciata. Solo il bastione e le mura perimetrali erano nude ma seguivano un percorso ondulato e armonioso.
Nòm Elaith osservava la febbricitante attività all'interno delle mura; il suo popolo era felice, sereno e prospero di iniziative. Poteva sentire le risate dei bambini, il rintocco delle campane dei mercanti, lo scrosciare dell'acqua delle cascate. Il suo volto si addolciva sotto i raggi del sole e il profumo dei fiori di primavera invadeva ogni stanza.
Il suo popolo lo amava, e lui amava loro. Era un capo giusto ed equilibritato, protettivo ma non oppressivo, severo ma cordiale, e avrebbe fatto di tutto affinché le sue genti continuassero ad avere gioia.
Un nuovo orizzonte però si apriva al di là dei confini. Le terre che un tempo finivano nel mare ora impattavano con alte mura e torri arroccate.
In cuor suo sapeva che gli umani erano pacifici e grandi commercianti. Uomini d'onore e buoni diplomatici. Ma sapeva anche che erano abili con la spada quanto con la lingua.
Il suo compito ora era mantenere la pace...ad ogni costo...far si che il suo nuovo orizzonte, fosse un obiettivo comune...


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